
Nella capitale romana, domenica 14 giugno 2026, si svolge una splendida intervista a Giorgio Bongiovanni, curata nei dettagli dai bravissimi giovani Alessio Coscia e Gabriele Ciulla. L’evento, facente parte del podcast dell’Arca del Sole TV, è un concentrato di scienza cosmico spirituale, avvenimenti profetici, insegnamenti cristici e divulgazione della realtà extraterrestre. L’eroico furore sprigionato dall’essere Adoniesis ci fa ritornare indietro nei secoli, ai tristi giorni del rogo del filosofo cosmico, che proprio a Roma lasciò le sue spoglie mortali. Ma oggi non c’è mordacchia che tenga, la Verità non può essere fermata.
I conduttori, Alessio Costa e Gabriele Ciulla, hanno avviato l’intervista chiedendo a Giorgio di ripercorrere le tappe salienti del suo avvicinamento ai temi della Scienza dello Spirito, e Giorgio ha raccontato alcuni episodi della sua vita che hanno profetizzato la sua missione, tra cui il santino di Gesù che ha lacrimato tra le mani di sua madre e l’incontro con Adoniesis avvenuto in un parco della sua città natale nel 1976, quando aveva 14 anni. Ampio spazio è stato poi dedicato al 2 settembre 1989, l’episodio che ha segnato l’inizio della missione di Giorgio, quando ha ricevuto le stimmate dalla Santa Madre a Fatima.
L’intervista prosegue entrando nel vivo della missione di Giorgio, che è anche quella di additare l’Anticristo. Giorgio spiega come, per deduzione logica, lo abbia riconosciuto nel male più grande che attanaglia la sua amata Sicilia: la Mafia.
Riconosciuto il suo obiettivo, Giorgio ha iniziato a studiare e ha intrapreso la strada che lo ha portato a diventare prima giornalista antimafia, e poi a fondare il giornale Antimafia Duemila, diventato negli anni un punto di riferimento per l’Antimafia nazionale ed europea.
L’intervista prosegue sui temi spirituali: si parla della figura di Cristo. Giorgio spiega che Cristo è l’espressione massima dello Spirito Onnicreante ed è lo Spirito Santo incarnato nel figlio dell’uomo e nel figlio di Dio. Nonostante la teologia cattolica lo ponga al secondo posto nella Trinità, Egli ne rappresenta la prima persona e ne rappresenta l’apice perché in Cristo Dio si è fatto uomo.
“Cos’è per te Gesù Cristo?” – chiedono gli intervistatori. Giorgio risponde “Cristo è l’espressione massima della creazione, Cristo è amore incondizionato, Cristo ci ha salvati anche se non ce lo meritavamo. L’unicità del sacrificio di Cristo uomo è il fatto che, pur avendo la possibilità di difendersi e di mettere in campo i suoi poteri straordinari, si è fatto uccidere per noi.”
Gli intervistatori chiedono poi a Giorgio perché l’istituzione cattolica non lo abbia riconosciuto. “Perché non mi sono sottoposto all’analisi del Vescovo della mia diocesi, quella di Fermo”. Giorgio spiega di non essersi sottoposto all’indagine diocesana, che richiede accertamenti medici, teologici e psicologici e un lungo periodo di clausura fino all’emissione del verdetto, Giorgio, che si è sottoposto agli esami medici, ha però preferito non procedere con l’indagine per compiere l’opera che gli era stata affidata dalla Santa Madre.
Si passa poi alla convergenza tra la figura di Cristo e la visita extraterrestre: “Il messaggio di Cristo e la visita extraterrestre – spiega Giorgio – è la somma logica di un ragionamento basilare, che considera, secondo i rilevamenti scientifici degli ultimi decenni, lo spazio come un luogo vastissimo e densamente popolato di pianeti, stelle ed altri fenomeni cosmici. Gli infiniti mondi di Giordano Bruno”.
Ma qual è lo scopo della loro visita? “Gli extraterrestri ci porterebbero la loro tecnologia che permetterebbe un benessere paritario per tutti – prosegue Giorgio – ma le famiglie potenti del mondo non vogliono perdere il loro potere sulle masse, che con il benessere e la parità di condizioni per tutti gli esseri umani andrebbe a scomparire”.
Gli abitanti del cosmo che seguono Cristo, si sono redenti, passando dallo stato materiale allo stato angelico. In queste condizioni Cristo offre loro la Scienza dello Spirito; “il regno di Dio è l’infinito universo”.
L’intervista prosegue discutendo circa la figura del Paraclito. Giorgio spiega che egli è il Consolatore Promesso, l’entità che dal 1952 si manifesta anche nella nostra confraternita, prima in Eugenio e poi in Giorgio, e che continuerà a manifestarsi fino al ritorno di Cristo. Lucifero vuole far credere che il ritorno di Cristo sia solo spirituale, ma non è così. È un inganno del maligno.
“Cosa deve fare una persona per prepararsi al ritorno di Cristo?” – Giorgio risponde: “Ci sono poche persone che ci sono riuscite. Devi lasciare tutto, aggredito dal fuoco inestinguibile dalla vocazione, e devi metterti a operare per il ritorno di Cristo, ponendo in pratica il suo esempio e il suo messaggio: aiutare il prossimo, i più poveri, guarire (se ne hai le capacità), protestare contro le ingiustizie, attaccare tutte le forme di delinquenza che opprimono la società, studiare la scienza del cosmo e lasciare qualsiasi cosa: moglie, figli, madre, padre, lavoro, affetti. Ciò non significa letteralmente non aver nulla, perché abbiamo bisogno di sopravvivere, ma essere disposto a lasciare tutto qualora il Padre lo chieda, essere distaccati da qualsiasi legame e avere nel cuore un’unica fiamma che arde per Lui. Poi il Padre ti concederà tutto ciò che ci serve per vivere.”
Nella seconda parte del podcast, Giorgio prosegue ampliando la risposta alla domanda appena fatta: “Il fatto non è tanto quello di lasciare i soldi o gli affetti. Lasciare tutto significa rinnegare sé stessi. Il vangelo dice: chiunque non rinnega sé stesso non è degno di me. Cosa intende dire? Non devi mirare a soddisfare le tue necessità, che attengono alla sfera dei sentimenti, amore, apprezzamento, riconoscimento, che mirano solo alla tua soddisfazione personale. Lasciare tutto significa fare la sua volontà. E farla realizzando così il proprio benessere, stando a proprio agio”.
“La sofferenza è il dovere del mistico, è il percorrere il Getsemani con gioia. Abbiamo sempre il libero arbitrio che implica il discernimento e ti fa razionalizzare. Ma se tu conosci la fonte di questa richiesta, se comprendi veramente la sua origine, non puoi dire di no. Puoi solo applicare la libera obbedienza”.
Molteplici sono stati i temi trattati nell’intero incontro.
Per ascoltare l’intervista completa seguite il link sottostante.
Luigi Benedetti
21 giugno 2026
